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Sinner

Casco Sinner

Un casco da Formula 1 per Jannik Sinner: firmato MAD56
Il mio primo punto con Sinner? Un casco. Ho voluto sorprendere Jannik con un regalo che parlasse di lui e di una sua grande passione: i motori. È nato così un casco Bell da Formula 1 personalizzato, con il suo logo, il tricolore italiano, tocchi di arancione e carbonio a vista. L’ho realizzato nel mio laboratorio e gliel’ho consegnato personalmente a Montecarlo. Sono Massimo Dante, in arte MAD56. Il mio lavoro è dare un’identità ai caschi attraverso il disegno e la verniciatura. Questa volta, l’ispirazione è arrivata da un campione che ha fatto della racchetta il proprio mestiere, ma che sa apprezzare anche il fascino di una monoposto.

Dal campo alla pista: l’idea dietro il casco di Sinner
Come sarebbe il casco di Jannik Sinner se lo immaginassimo sulla griglia di partenza? È la domanda che racconta meglio lo spirito di questo progetto. Volevo creare qualcosa che fosse immediatamente suo, capace di portare la sua identità nel mondo della Formula 1. Ho scelto di partire dai riferimenti che lo rendono riconoscibile e farli dialogare con le forme di un casco da corsa. La sfida era trovare il giusto equilibrio: una grafica dal carattere deciso, con dettagli da scoprire anche osservandola da vicino.

Arancione, tricolore e carbonio: una grafica che parla di Jannik
L’arancione cattura subito lo sguardo. Attraversa la decorazione, sottolinea le forme della calotta e risalta sulle zone scure. È uno degli elementi che danno energia al casco personalizzato di Sinner, insieme al suo logo, protagonista del progetto. Il tricolore porta nella grafica le sue radici italiane. Il carbonio a vista aggiunge invece quel richiamo alle corse che volevo mantenere ben presente. Ho integrato la trama del materiale nel disegno, alternando superfici decorate e parti lasciate visibili: anche la struttura del casco diventa così parte della sua estetica. Il risultato è una creazione in cui ogni elemento contribuisce a raccontare la stessa storia. L’identità di Jannik incontra il mio modo di interpretare il design dei caschi, tra colore, contrasti e attenzione ai particolari.

Da Rovereto a Montecarlo, fino alle mani di Sinner
Un progetto così non finisce con l’ultima mano di vernice. Per me, il momento che lo completa è quello della consegna. Ho portato il casco a Montecarlo per regalarlo direttamente a Jannik: dal banco di lavoro del mio laboratorio di Rovereto alle mani della persona per cui l’avevo immaginato. Dietro questo regalo c’è il piacere di mettere il mio lavoro al servizio di una passione condivisa. Un oggetto legato alla Formula 1, pensato per un protagonista del tennis che ama il mondo dei motori.

La firma MAD56, dalla Formula 1 ai progetti speciali
Realizzare caschi per piloti come Alex Albon e Sergio Perez mi ha portato a confrontarmi con personalità e storie diverse. È proprio questo che continua a piacermi del mio mestiere: partire da una persona e trovare il modo di rappresentarla attraverso una grafica.